Al Presidente del Collegio dei Probiviri
FERPI – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana
p.c. ai membri del Collegio dei Probiviri
p.c. al Presidente della FERPI
Federazione Relazioni Pubbliche Italiana
(trasmissione in formato elettronico a mezzo PEC)

Caro Presidente,
     ho ricevuto la lettera del Collegio dei Probiviri con la quale il Collegio stesso ha ritenuto di archiviare per “insussistenza” la mia richiesta di “richiamo” al socio Alessandro Papini, e ringrazio Te e tutti gli altri membri del collegio per il gentile riscontro e per l’eccellente lavoro svolto nell’accurata e imparziale disamina del dossier.

     In particolare, il Collegio ha ritenuto di classificare come “legittimo invito positivo” e “libere espressioni di opinioni” i contenuti dell’articolo del collega Papini, il quale, a partire dal titolo del Suo scritto, “Gli avvoltoi della comunicazione”, riferendosi probabilmente a ben più modesti articoli di vari altri iscritti Ferpi, richiamati nel testo con diverse allusioni, certamente intendeva con tale raffinata, indiretta e tenue espressione confermare l’incondizionata stima che lui stesso riserva ai Suoi consoci, e ai contenuti delle loro analisi sulla gestione dell’emergenza Covid-19.

     Apprezzamenti genuini e sinceri, densi di rispetto per la professione e per i colleghi, che d’altra parte risultano ancor più che evidenti da altri passaggi dell’articolo del Papini, come ad esempio le accuse – sempre apparentemente rivolte ai consoci – di adottare “atteggiamenti da primi della classe, con una ricerca di visibilità che mal si addice a un approccio serio alla professione”.

     Sempre distinguendosi per la costruttività dei propri legittimi “inviti positivi” ai colleghi (come il Collegio dei Probiviri FERPI li ha giustamente definiti…) il collega Papini prosegue nel suo articolo etichettando amorevolmente il punto di vista dei consoci come “generalista e qualunquista, facile e d’immediata comprensione, popolare e buonista, ma inutile a chi operi sul campo, completamente inefficace rispetto al terreno dei bisogni reali, e inadeguato rispetto alla complessità delle questioni trattate”. e via discorrendo con altri apprezzamenti a cavallo tra i bonariamente paternalistico e il sinceramente amicale.

     A margine, sarebbe un peccato anche trascurare la frase del Papini che recita, richiamando il pezzo di un altro articolista, “Nei momenti di crisi sociale prendersela con le istituzioni è il peggior lavoro che può fare la comunicazione”, punto di vista peraltro limpidamente confortato da tutta la letteratura nazionale e internazionale sulla comunicazione dell’emergenza Covid, e soprattutto utile per dare il quadro della giusta equidistanza del Papini stesso – Dirigente per la comunicazione istituzionale presso la Regione Lombardia, qualifica solo incidentalmente omessa dal suo articolo – da ogni possibile conflitto d’interesse, equidistanza che peraltro, indiscutibilmente, pregna l’intero suo scritto.

     In definitiva, lungi dal costituire un’immotivata e aggressiva critica alla libera espressione dell’opinione di colleghi che prima di Lui si sono espressi sulla gestione della comunicazione di crisi in epoca Covid, le espressioni soavi e puntuali contenute nell’articolo del Papini – rafforzate, Presidente, dal Tuo autorevole commento online di “incondizionata condivisione”, giustamente rispettoso dell’obiettività che deve caratterizzare il tuo ruolo di Presidente del Collegio dei Probiviri – sono indiscutibilmente riconducibili a quel galateo istituzionale e inter-associativo che dovrebbe sempre regolare la vita all’interno della Ferpi, improntato all’armonia, al rispetto, e alla pacatezza nei toni.

     Non posso quindi che condividere, approvare, ammirare e financo acclamare la decisione del Collegio dei Probiviri di archiviare il mio “insussistente ricorso”, archiviazione connotata anche da esplicita e “positiva” lode, da parte Vostra, all’articolo del collega Papini, che – come è evidente a chiunque impronti il proprio operato alla più stringente onestà intellettuale ed equilibrio – resterà certamente, grazie all’inequivoca validazione dell’intero Collegio dei Probiviri, come un vero e proprio “modello” di relazione tra i Soci, peraltro perfettamente in linea con la passata giurisprudenza del Collegio stesso, che nell’ormai lontano 2012 ritenne di censurare, con fermezza, le analisi tecniche sulla assai maldestra gestione della comunicazione di crisi in occasione del naufragio della “Costa Concordia”; perché si sa, com’è noto, nella nostra professione la coerenza è, e deve sempre restare, un elemento cardine.

     Ci tengo quindi a informarvi di aver ritenuto opportuno pubblicare sul mio Blog il testo del mio ricorso, la Vostra risposta con contestuale disposizione di archiviazione dello stesso, e questa mia missiva a Voi diretta, affinchè il tutto rimanga come testimonianza rilucente dello straordinario lavoro svolto dal Collegio del quale sei Presidente – composto da Te, Luigi Norsa, e dai colleghi Sabina Alzona, Carla Brotto, Angelo Germano, Carolina Mailander, nonché Attilio Consonni e Carmelo Stancapiano come membri supplenti, certo di avervi fatto cosa gradita, al fine di dare la giusta evidenza al vostro instancabile lavoro di tutela della dignità professionale dei Soci Ferpi.

     Un saluto, con viva cordialità, e con i più distinti e sinceri ossequi,

Luca Poma
(lettera firmata in originale)

PS: chi fosse interessato a leggere un’analisi – completa di Bibliografia – sulla comunicazione di crisi della Regione Lombardia e del Governo centrale durante l’emergenza Covid, potrà approfondire qui