Bassa “reputazione social”, 23 milioni di cinesi non possono più viaggiare

L’anno scorso, in Cina, 23 milioni di persone  non hanno potuto comprare biglietti aerei e del treno  perché avevano  un basso “punteggio social” a causa del loro comportamento, giudicato inopportuno.

Sono le prime vittime del  nuovo meccanismo di maxi-sorveglianza  introdotto in Cina, come   anticipato esattamente un anno fa , che valuta l’affidabilità dei cittadini nei loro comportamenti quotidiani, premiando i virtuosi e punendo i trasgressori: secondo i dati 2018 del  National Public Credit Information Center,  ripubblicati dall’Associated Press   , 17,5 milioni di cinesi non hanno potuto acquistare biglietti aerei e ad altri 5,5 milioni sono stati vietati biglietti per i treni ad alta velocità perché “screditati”.

Secondo quanto si legge nel rapporto, diffuso alla fine di febbraio, «una volta “screditato”, sei limitato ovunque»: il controverso “Social Credit system” per premiare o punire la condotta di tutti i residenti, che dopo la sperimentazione entrerà  in vigore per tutti i cinesi nel 2020, ha attratto molte perplessità a livello internazionale. Lo schema del “Punteggio di credito individuale”, nome ufficiale del progetto, si basa su una lista di dati, azioni e misure per valutare il comportamento dei cittadini, ed è stato definito da un funzionario della Municipalità di Pechino come «un importante approccio innovativo per  valutare la reputazione degli individui», che «avrà un impatto diretto sulla loro vita».

Quali sono i comportamenti puniti
Per fare qualche esempio, vengono puniti i cittadini che  non rispettano le scadenze delle tasse, che pagano in ritardo l’assicurazione, che occupano il posto sbagliato in treno oppure vi salgono senza biglietto, ma anche coloro che portano a passeggio i cani senza guinzaglio.

Svelato per la prima volta nel 2014, il “Social Credit system” ha fatto storcere il naso a molti a livello internazionale per la possibilità di un’ulteriore “stretta” sul controllo in Cina, innescando il paragone con lo scenario tratteggiato dal romanzo “1984” di George Orwell e con  alcuni episodi della serie tv “Black Mirror”  . Nel mirino del “grande fratello” ci sono possessori di animali domestici,  medici sospettati di non rispettare il codice etico, sino a chi diffonde (anche preseunte) fake news su Internet. Alibaba, colosso del commercio elettronico, ha annunciato un’alleanza con altre piattaforme di vendita online per dare vita a un sistema di “credito sociale” per punire i venditori disonesti.