A Londra c’è un negozio dove si paga con i dati personali

C’è un negozio che non accetta nessuna valuta o criptovaluta. Qui, potrete pagare solo cedendo i vostri dati personali. The Data Dollar Store è un negozio decisamente fuori dal comune, che ha aperto questa settimana nel cuore di Londra. Lo store è stato ideato e promosso dalla Kaspersky Lab, società di cybersecurity, che ha voluto lanciare una provocazione: ogni giorno, utenti più o meno ignari cedono i propri dati mentre consultano pagine web o guardano un video online; perché non permettergli di usare i propri dati per acquistare una t-shirt del loro cantante preferito?

La lunga fila di clienti che si è formata nella storica Old Street di Londra ha pazientemente ascoltato le regole curiose imposte dallo store per l’acquisto dei gadget disponibili: volete una tazza? Dateci tre screenshot delle vostre conversazioni Whatsapp o degli sms. Una maglietta invece è costata agli utenti le ultime tre foto scattate dalla videocamera del proprio smartphone. Per una stampa originale, i clienti hanno dovuto consegnare direttamente il proprio cellulare al negozio.

L’idea vuol essere una via di mezzo tra la provocazione e l’iniziativa originale, ma senz’altro permette di riflettere. Del resto, un’inchiesta pubblicata nel 2013 dal Financial Times permetteva di stabilire con esattezza il valore dei dati personali (potete calcolarli anche voi, cliccando qui): mediamente, nome, età, etnia, cap e livello di istruzione di 10mila persone diverse valgono 5.139 euro.

Il Data Dollar Store impedisce agli utenti di poter filtrare i dati che vengono offerti in cambio di uno dei gadget venduti (ossia, per esempio, l’utente deve cedere le ultime foto scattate dal proprio smartphone, a prescindere dal soggetto o dalla situazione contingente), ma ci sono progetti – anche italiani- che stanno puntando alla monetizzazione dei dati personali dell’utente, con un processo più flessibile e customizzato.

Tra i molti, figura anche la prima smart city che verrà realizzata a Segrate, per cui è stata progettata una piattaforma di gestione dei dati che, grazie alle revenues, permetterà di azzerare eventuali costi accessori per gli abitanti. L’obiettivo sarà accumulare quanti più dati possibili e sfruttare il loro crescente valore economico, perché questa resa sia poi a vantaggio dei produttori dei dati stessi: le persone potranno decidere quali dati personali eventualmente vendere (un esempio: sull’utilizzo dell’energia), in modo da poter far fronte a eventuali costi, come le spese condominiali.

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