I board bluffano sulla Csr integrata

Una ricerca Ceres-Kks Advisors indaga la (poca) preparazione dei board di 475 grandi società in materia di sostenibilità. Scoprendo scarsa preparazione, obiettivi poco chiari e diffusa mancanza di mandati formali ad occuparsi del tema

Un numero crescente di grandi società sta percorrendo la via dell’integrazione della sostenibilità nel proprio sistema di governance a livello di board. Ma non è sufficiente. «Troppo spesso i sistemi di board sono ancora rudimentali e non si focalizzano su questioni materiali. In molti casi, la board governance per la sostenibilità non indirizza la performace. In altre parole, è inutile». Ad arrivare a queste conclusioni sono Ceres e Kks Advisors, che hanno pubblicato nei giorni scorsi un nuovo studio in materia, “Systems rule: How Board Governance Can Drive Sustainability Performance”.

Il lavoro da fare è ancora tanto, anche perché «le compagnie con i giusti sistemi di board governance, compresi i mandati formali sulla sostenibilità al board, è più probabile che abbiano preso forti impegni di sostenibilità e siano meglio posizionate per il raggiungimento di performance di sostenibilità».

Il report ha preso in considerazione la situazione di 475 tra le maggiori società al mondo secondo la classificazione di Forbes Global 2000.

I TRE PILLAR

La ricerca di Ceres e Kks Advisors mette sotto la lente tre aspetti considerati più importanti per una efficace strategia di sostenibilità aziendale. Il primo: la presenza di un mandato formale del board su questo tema. I ricercatori hanno indagato, cioè, per capire se i membri board abbiano incluso un controllo sulla sostenibilità a livello di consiglio d’amministrazione attraverso un atto formale e/o se le compagnie rivelano se negli incontri di vertice si stanno affrontando queste tematiche.

In secondo luogo, il documento analizza le competenze del gruppo dirigente. Andando a guardare le biografie e il background dei manager, si è cercato di fare luce sull’expertise aziendale in materia di sostenibilità.

In terzo luogo, infine, i ricercatori hanno cercato di capire se il board abbia previsto compensi dei vertici aziendali legati al tema della sostenibilità e, nel caso, al raggiungimento di quali obiettivi. È evidente, infatti, che quella del compenso è una delle leve più efficaci per raggiungere determinati obiettivi.

CHI CONTROLLA LA SOSTENIBILITÀ

Dallo studio emerge che ben il 62% delle società ha dichiarato di avere un sistema di supervisione della sostenibilità a livello di board. Però, fanno notare gli studiosi, appena il 13% è riuscito davvero a dimostrare delle “pratiche robuste” da questo punto di vista.

In particolare, per Ceres e Kks Advisors è necessario che siano inclusi contemporaneamente due fattori affinché questo meccanismo possa funzionare a dovere. Il primo, come detto, è la presenza di un mandato formale in materia di sostenibilità, che può essere realizzato sia attraverso la creazione di una commissione di responsabilità dedicata, sia con l’inclusione di questa tematica in un dispositivo dello stesso board. In secondo luogo, il consiglio d’amministrazione dovrebbe ricevere regolarmente report di sostenibilità dal management.

«La combinazione di un mandato formale del board con evidenze di un coinvolgimento tra consiglio d’amministrazione e management è importante per dimostrare che la supervisione della sostenibilità esiste non solo a parole ed è parte delle discussioni del consiglio d’amministrazione», si legge nel report.

Ben il 38% delle compagnie, invece, non ha ancora alcuna chiara pratica a livello di board per una supervisione della sostenibilità aziendale.

QUANDO IL CDA CI CAPISCE POCO

Mentre il 39% delle grosse società analizzate dal report dichiarano di avere dato mandati formali al board in materia di sostenibilità, appena il 17% ha perlomeno un direttore con esperienza e competenze dimostrate in materia.

«Il risultato – tagliano corto i ricercatori – suggerisce che la maggior parte dei consigli d’amministrazione potrebbero non avere le persone giuste che stanno esercitando la supervisione su temi di sostenibilità che sono critici per il business».

Secondo la ricerca, inoltre, questo dovrebbe essere solo un primo passo. Il vero obiettivo, infatti, sarebbe un altro. Ossia quello di «creare un board che sia “sustainability-competent” in generale e che possa impegnarsi pienamente su materie sociali, ambientali e di governance come un unico e logico organo deliberativo».

Oltre ad assumere direttori con le competenze necessarie in materia, dunque, a medio termine sarà necessario «educare tutto il board sui temi della sostenibilità e trovare le opportunità per un dialogo del board con i vari stakeholder e gli azionisti».

Fonte: “SYSTEMS RULE:
How Board Governance Can Drive Sustainability Performance” (Ceres e Kks Advisors)

LA LEVA DEI COMPENSI

Anche l’ultimo elemento preso in analisi dalla ricerca, quello del legame tra compensi e risultati in campo di sostenibilità, fa emergere che la strada da fare a livello corporate è ancora parecchia. Il 32% delle società, rispondendo ai ricercatori, ha indicato di aver previsto compensi legati a performance in questa materia.

Ma il sospetto che questa formulazione sia fin troppo vaga viene dal fatto che appena il 6% ha indicato a quali obiettivi specifici sono legati i compensi. «In assenza di questa dichiarazione, stakeholder e azionisti non sono informati rispetto a quale tipo di performance sono incentivate».

Oltre a questo, lo studio fa notare come il range delle metriche di sostenibilità utilizzate in questo campo sia davvero limitato. È una pratica comune, per esempio, che al compenso sia legata solo una metrica nell’ambito della sostenibilità.

EPPUR QUALCOSA SI MUOVE

Il documento fa notare anche come sia possibile innescare circoli virtuosi. I sistemi di governance che riusciranno a implementare ciascuno dei livelli presi in considerazione dallo studio, infatti, si rinforzeranno l’un l’altro, mettendo in moto un ciclo positivo di sviluppo, sostiene il report.

In altre parole, insomma, il messaggio è: «Integrare la sostenibilità nei sistemi di governance a livello di board è un fattore chiave per sbloccare migliori performance di sostenibilità». E, dunque, «integrare mandati formali, rafforzare l’expertise del board e incentivare i top manager a pronunciarsi su obiettivi di sostenibilità farà la differenza».