Pagare il manager Esg fa bene alla Csr

LA “BUONA” REMUNERAZIONE MIGLIORA LA PERFORMANCE SOSTENIBILE

Uno studio empirico sulle società quotate tedesche mostra il legame tra una struttura di remunerazione legata ai parametri non financial e la performance Esg di un’azienda.

Legare la remunerazione del consiglio di gestione a parametri non finanziari influenza positivamente la performance Esg di un’azienda. È il messaggio che emerge da uno studio di Patrick Velte pubblicato sulla rivista “Problems and Perspectives in Management”. Il paper, “Sustainable management compensation and Esg performance – the German case”,  prende in esame la struttura della remunerazione del management e gli impatti sulla performance ambientale, sociale e di governance nel sistema duale tedesco. La scelta è ricaduta sulla Germania in quanto principale rappresentante del sistema duale europeo, e sistema che prevede, dal 2010, attraverso il German corporate governance code, l’implementazione di un sistema di remunerazione del consiglio di gestione la cui struttura sia orientata alla crescita di lungo periodo dell’azienda.

Lo studio empirico, il primo di questo tipo, analizza un campione di società tedesche quotate sul listino principale della Borsa di Francoforte (Dax 30, TecDax, Midax e Sdax) negli  anni 2010-2014 (677 società osservate all’anno) e mostra, attraverso un modello regressivo e una sensitivity analysis, che la remunerazione “sostenibile” del consiglio di gestione  ha un impatto positivo sulla perfomance Esg, secondo quanto indicato dal database Asset Four di Thomson Reuters.

Sorprendentemente, dallo studio emerge anche che «l’esistenza di esperti di sostenibilità nel consiglio di gestione mostra un impatto positivo, ma allo stesso tempo non significativo sulla performance Esg». Mentre l’implementazione di una commissione sulla remunerazione come parte del consiglio di supervisione porta un «significativo aumento nella perfomance Esg». L’autore sottolinea poi come la remunerazione sostenibile «dovrebbe non solo concentrarsi sugli incentivi di lungo termine ma anche considerare gli indicatori chiave non finanziari come per esempio la soddisfazione di clienti e dipendenti».

Certamente, dice Velte, ci sono limitazioni alla solidità di questo studio: l’analisi copre un periodo di tempo limitato ed è influenzato dalla eterogeneità del campione. Tuttavia, il risultato non rappresenta solo un’indicazione per le single società, ma per le stesse politiche pubbliche. «Indica – scrive l’autore –  che la regolamentazione europea e nazionale sulla remunerazione potrebbe influenzare notevolmente la futura performance Csr e le reazioni del mercato».

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