La Csr ha contagiato la Consob

Complice il ruolo affidato a Consob con il decreto 254, la sostenibilità ha dilagato nell’annuale appuntamento sulla corporate governance delle imprese quotate, organizzato per la prima volta insieme ad Assonime. La mappa della rendicontazione non finanziaria

Svolta nella Csr, lunedì scorso, in Fondazione Cariplo. Complice il nuovo ruolo affidato a Consob con il decreto 254, la sostenibilità ha dilagato nell’annuale appuntamento sulla corporate governance delle imprese quotate di Consob, organizzato per la prima volta insieme ad Assonime. Nella stessa sede, l’Associazione delle imprese quotate ha infatti presentato anche il proprio tradizionale rapporto annuale, sulla cui base ha stilato le proprie raccomandazioni anche il Comitato per la corporate governance di Borsa Italiana diffuse lo scorso dicembre (leggi anche l’articolo “Governance Csr, Milano batte Londra” ). In una sala gremita, i temi di governance sostenibile che fino a poco più di un anno fa risultavano dei “semi-sconosciuti” sono diventati l’oggetto di principale discussione della finanza mainstream e delle aziende. Dal suo osservatorio ETicaNews ha potuto toccare con mano questa evoluzione, dai primi sviluppi di nicchia del concetto di governance della sostenibilità (o governance integrata) su cui l’Integrated Governance Index sta facendo (per primo nel suo genere) da ormai oltre tre anni un’attività di sensibilizzazione culturale, all’emergere di una nuova consapevolezza maggiormente diffusa e trasversale tra gli addetti ai lavori che ha portato la gestione degli Esg sul tavolo principale della discussione.

Dal convegno è emersa quindi un’articolata fotografia della governance delle società analizzata sotto molteplici prospettive: dagli assetti proprietari ai piani di successione, dalla remunerazione al ruolo deglio investitori istituzionali, ma che ha visto nella “gestione della sostenibilità” il fil rouge della discussione di buona parte della mattinata. Anche della tavola rotonda a chiusura dei lavori: le Assicurazioni Generali con Gabriele Galateri di Genola, Enel con Patrizia Grieco, Intesa Sanpaolo con Gian Maria Gros Pietro che hanno dibattutto con Tommaso Corcos, presidente di Assogestioni e Piergaetano Marchetti (Università Bocconi).

Certo, il focus sono le preoccupazioni di compliance legate all’entrata in vigore, già per la rendicontazione degli esercizi 2017, della Dichiarazione non finanziaria. Sul punto Francesca Fiore di Consob ha voluto rassicurare sulla rilevanza del principio di materialità che corre lungo i diversi pilastri della disciplina, dall’individuazione del livello di dettaglio al principio fondante le sanzioni (dove si parla di «fatti materiali rilevanti»).

Allo stesso tempo, Consob, a fine 2017 ha inviato alle società del Ftse Mib un questionario per indagare come si esplica l’attività di enagagement riscontrando che sempre più strutture di Investor relation sono occupate sulle tematiche di sostenibilità nei confronti dei principali fondi interessati. Il faro rimane quindi quello della trasparenza e degli investitori che possono dare un forte contributo indicando le loro esigenze informative.

Sul fronte della rendicontazione non finanziaria, Consob ha elaborato un’interessante mappa che fotografa la situazione del Ftse Mib: nel 2016, sono state 26 le aziende che hanno pubblicato un report di rendicontazione finanziaria, in quattro casi si è trattato di un report integrato; 24 società hanno realizzato un’analisi di materialità e in 19 casi gli stakeholder sono stati coinvolti nel processo.

 

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