«In Fideuram, l’integrated è operativo»

La rendicontazione integrata sta diventando per la più grande rete italiana uno strumento operativo di relazione con i consulenti e con i clienti. Fideuram è stata chiamata dall’Iirc a entrare in un gruppo di lavoro internazionale come benchmark per il mondo bancario

Le informazioni non finanziarie «sono importanti perché sono informazioni operative». Paolo Bacciga, il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari di Banca Fideuram, spiega a ETicaNews  come la rendicontazione integrata stia diventando per la più grande rete italiana uno strumento operativo di relazione con i consulenti e con i clienti. E quindi di crescita del core business. Banca Fideuram ha infatti scelto già dal 2013 di adottare  il modello Iirc di rendicontazione delle informazioni non finanziarie attraverso ilbilancio integrato. E proprio nelle scorse settimane è stata chiamata dall’Iirc a entrare in un gruppo di lavoro internazionale come benchmark per il mondo bancario.

Fideuram ha scelto da diverso tempo, dal 2013, di redigere un bilancio integrato, perché?

Fideuram, pur non essendo una società quotata, ha voluto sempre mantenere gli standard di trasparenza elevati previsti per le società quotate. Per capire bene il nostro mondo, bisogna guardare il bilancio integrato e non semplicemente il bilancio societario. L’azienda, a livello di business, integra produzione e distribuzione e si rivolge per sua natura a diversi stakeholder. In questo senso, riteniamo che il bilancio integrato possa diventare concretamente, come già avviene da noi, uno strumento di business e di relazione con tutti gli stakeholder: sicuramente i clienti, ma anche i private banker che esigono un’elevata trasparenza informativa e comunicativa e i fornitori di prodotti di risparmio, ovvero le nostre Sgr, ma anche le grandi banche internazionali che si avvalgono della nostra rete distributiva.

Cosa ha significato passare all’elaborazione di un bilancio integrato?

Nel 2013 abbiamo redatto per la prima volta il bilancio integrato secondo lo standard Iirc e adeguato i flussi informativi. Due anni dopo, nel 2015, l’Iirc ci ha contattato per complimentarsi su alcuni punti del bilancio 2014. Nei quattro anni precedenti avevamo già iniziato a produrre un’informativa più dettagliata e curata non solo a livello di analisi di conto economico, ma anche di dati operativi e informazioni non finanziarie che riguardavano più strettamente l’azienda. Nel complesso, rispetto a una grande banca, per noi la stesura di un bilancio integrato è meno complessa, abbiamo un organigramma un po’ più snello: da vent’anni io sono preposto alla redazione dei bilanci in azienda, non abbiamo tanti silos interni e comunichiamo in modo diretto con Intesa Sanpaolo.

Come gestite quindi il flusso informativo?

Abbiamo creato un flusso informativo da parte di tutte le realtà aziendali che permette di far confluire le informazioni utili al reporting facendo riferimento a me che le seleziono, le supervisiono e le condivido con i colleghi. Dal complesso di queste attività viene elaborata una sintesi per il consiglio di amministrazione, in modo da portare alla sua approvazione un unico documento, il bilancio integrato, nello stesso giorno del bilancio di esercizio. Ciò è reso possibile grazie a un flusso informativo molto snello, anche per la parte dei risultati finanziari. Nel gruppo Intesa Sanpaolo abbiamo profuso un notevole impegno per il fast closing, una procedura che ci permette di elaborare tutti i risultati finanziari in poco tempo, a cui io ho aggiunto i flussi di informazione non finanziaria.

Perché sono importanti per voi le informazioni non finanziarie?

Sono importanti perché, come detto prima, sono informazioni operative. Si tratta di dati come la raccolta netta gestita o l’anzianità media dei clienti. Per esempio, pensiamo a un cliente che rimane con noi per tredici anni, è un’informazione sicuramente rilevante per comunicare il grado di fidelizzazione che la banca è in grado di costruire. Allo stesso tempo, la banca cresce se è in grado di aumentare il numero di consulenti finanziari di standing elevato con cui lavora. Alla base c’è chiaramente un’ attività di reclutamento a cui è preposta la struttura manageriale della rete. Il nostro relationship manager, quando va a contattare un consulente finanziario da inserire in rete, deve essere in grado di presentare in modo efficace la nostra realtà. Il bilancio integrato è un ottimo strumento di comunicazione da usare in questa sede innanzitutto perché è un documento ufficiale, e poi perché offre una panoramica sintetica sulla banca, su cosa fa, su quali sono le strategie e gli obiettivi, oltre a permettere un confronto nel corso degli anni.

Qual è la reazione dei consulenti finanziari?

Il gruppo Fideuram vanta oltre 5.800 consulenti finanziari tra liberi professionisti legati all’azienda con contratto di agenzia, e lavoratori dipendenti iscritti all’albo. E il grado di utilizzo del bilancio è quindi diversificato. Alcuni lo usano soprattutto per aiutarsi nella relazione con i clienti, altri lo ritengono utile a livello interno per sapere cosa sta facendo l’azienda. Io stesso sono solito intervistare alle convention i nostri consulenti per capire il grado di risposta che ha il bilancio integrato, e internamente abbiamo cercato di comunicarlo il più possibile in modo proattivo, anche attraverso un video di presentazione diffuso alla rete. Nei comitati dei manager di rete ci chiedono sempre di più di avere una stampa per i consulenti finanziari: ne abbiamo tutti uno sulla scrivania. Il mio giudizio è che sta funzionando molto bene. Non sono in grado di valutare se questo passaggio si può fare in una banca retail, ma in una banca private che, per natura, ha questo equilibrio tra asset management e clientela di alto livello è certamente uno strumento indispensabile di comunicazione.

E i clienti?

Il secondo utilizzo operativo del bilancio integrato riguarda proprio il rapporto con i clienti. Sto parlando di grosse realtà nel private banking in Italia che trattano con clienti che hanno una cultura finanziaria elevata e che usano il bilancio integrato come fonte di informazioni. Ma la versatilità del bilancio integrato, che racchiude diverse tipologie di informazioni, è utile anche per stabilire un contatto e spiegare la banca anche a soggetti con una cultura finanziaria medio bassa. Nel bilancio integrato si trovano, in poche pagine facilmente consultabili, la descrizione del modello di business, i driver chiave, i settori di attività, le strategie, la governance, il contesto operativo di mercato, le performance e la raccolta. Infine, analizziamo i nostri risultati economici, finanziari e di sostenibilità in base ai nostri sei capitali, secondo il modello Iirc.

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