La svolta del Movimento 5 stelle e l’addio al ‘vecchio’ web

La svolta del Movimento 5 stelle e l’addio al ‘vecchio’ web

Viaggio nella comunicazione online del primo partito italiano

MeetUp e blog sono stati il volano del Movimento 5 stelle. Gli attivisti si davano appuntamento online per incontrarsi e formare gruppi di lavoro. Il blog di Beppe Grillo è stato per anni il punto di riferimento: i post dettavano la linea, con uno stile graffiante e anti-sistema. Ora che sono diventati ‘grandi’ (il M5s è il partito che ha raccolto più consensi alle ultime elezioni) è cambiato radicalmente il modo di comunicare. Sono cambiati gli strumenti e il linguaggio.

Se da un lato non stupiscono più di tanto l’attenzione e la cura riposte nei social, colpisce trovare come primo risultato su Google il sito ufficiale del Movimento. Un sito praticamente abbandonato, anche se, come dimostra Google Trend, sono proprio le parole “movimento 5 stelle” e non “blog 5 stelle” o “Rousseau 5 stelle” le più ricercate online.

Nonostante questo, sul portale dei pentastellati è presente dal 23 settembre, alle ore 23:15, un post dal titolo “Luigi di Maio LA GRONDA” con allegata un’immagine del vicepremier e un testo che recita “BLA BLA BLA PROVA!” (qui il link ancora funzionante). Non è una bufala o un attacco hacker. Come vedremo tra poco, non si tratta di una svista, ma probabilmente del risultato della decisione di dedicare tutte le energie ad altri strumenti di comunicazione, piuttosto che al web tradizionale, cui il Movimento deve la sua fortuna.

Partiamo dalla home page. In apertura del sito un’anteprima che rimanda a una pagina del 2017 in cui il Movimento informa gli elettori di aver aperto 3 punti “SosAntiEquitalia e critica il “Bomba” (l’ex premier Matteo Renzi, ndr). Proseguendo, nella prima pagina ci sono le liste dei candidati plurinominali e uninominali alle elezioni del 4 marzo, il programma del Movimento 5 stelle e altre cinque sezioni. Non va meglio nelle sottopagine corrispondenti, dove le foto non si caricano e le informazioni sono ripetitive o, al contrario, mancano del tutto.

La sezione Voci dal Parlamento, per esempio, altro non è che il sotto-sito dedicato all’attività parlamentare del Movimento 5 stelle, a cura — ci informa un disclaimer in fondo alla pagina — dell’ufficio comunicazione Gruppi Parlamentari M5S. Qui il primo post in homepage parla di intercettazioni e di governo, ma non quello attuale, quello del 2017, e risale infatti al 29 dicembre di quell’anno. Navigando sul sito, però, si trovano contenuti più recenti, come l’intervista di Di Maio al Fatto Quotidiano del 24 settembre 2018 sulla Manovra e gli aggiornamenti pubblicati dalle commissioni parlamentari (l’ultimo risale al 10 maggio).

Dal sito ufficiale passiamo al blog del Movimento 5 stelle, www.ilblogdellestelle.it, fulcro dell’attività online del Movimento. Il portale web è utilizzato per comunicare con gli elettori/attivisti e indicato sui social come collegamento web del Movimento. Ma è solo dal 2016 che questo sito ha iniziato a ospitare contenuti relativi ai pentastellati. Come si può verificare sul sito WayBackMachine, nei primi mesi del 2016 i contenuti erano dedicati ai convegni di Gianroberto Casaleggio e alla sua società per poi cambiare veste grafica nel maggio dello stesso anno e ospitare blog post del Movimento. I Cinquestelle, allora e dal 2005, pubblicavano sul blog di Beppe Grillo. Ma da gennaio 2018 il comico ha deciso di separare i contenuti politici dai suoi blog post, creando un sito a parte.

Sul blog delle stelle, un magazine e non un sito ufficiale, sono stati trasferiti i contenuti dal blog di Grillo, un immenso archivio che risale al gennaio 2005 (qui il primo link). Immenso sì, ma senza attenzione alla veste grafica e alla navigabilità. È sul Blog delle stelle che risiedono anche le informazioni sui MeetUp, gli incontri tra attivisti che hanno fondato il Movimento, ma anche per questi non c’è alcuna cura grafica e aggiornamento. Con una quasi invisibile finestra a tendina è possibile selezionare il comune e scoprire gli eventi in programma, ma per nessuno di essi, né per le grandi città né per i piccoli comuni, è possibile capire quando e come è stato organizzato l’incontro. C’è ancora un’altra fonte dove trovare gli incontri dei pentastellati: MeetUp. Qui i consiglieri regionali e comunali continuano a programmare incontri, ma ogni evento segnalato riguarda attività politica locale e i partecipanti non superano i 10 iscritti.

Screenshot del sito ilblogdellestelle.it nel febbraio 2016 — WayBackMachine

Altra parentesi la merita la piattaforma Rousseau(rousseau.movimento5stelle.it), “il sistema operativo del Movimento 5 stelle”. Tecnicamente, si tratta di un sotto-livello del portale movimento5stelle.it, che tuttavia risulta completamente diverso per grafica e contenuti. Gestita e di proprietà dell’associazione fondata da Casaleggio, la piattaforma Rousseau è il luogo di discussione per proposte di legge e aggiornamenti su tutte le attività del Movimento. Viene anche utilizzata per le votazioni interne del Movimento (ad esempio quella sul cosiddetto “contratto” da firmare con la Lega), anche se ha ha mostrato più volte di essere facile bersaglio di attacchi hacker, con diffusione di dati privati e informazioni degli iscritti.

I social cavallo di battaglia

Sono tuttavia i social media il vero cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle. Con oltre un milione di fan sulla pagina ufficiale e più di 3 milioni di fan tra Luigi di Maio e Alessandro Di Battista solo su Facebook, i Cinquestelle comunicano attivamente con aggiornamenti quotidiani su tutte le piattaforme più utilizzate dagli italiani. Qui, però, non c’è alcuna comunicazione istituzionale. Il Movimento sulle sue pagine social è in perenne campagna elettorale. Dagli annunci sui decreti legge e sulle approvazione di norme alle richieste di donazioni, dal rilancio di interviste agli attacchi agli avversari politici, i contenuti social del primo partito italiano non sono istituzionali, ma inviti agli utenti a condividere le posizioni del Movimento.

A video e foto si alternano link che rimandano al Blog delle stelle, dove ogni articolo è scritto da un ‘portavoce’, che approfondisce un tema da discutere o che sta portando avanti nella sua battaglia politica, o è la riproduzione di un’intervista rilasciata a quotidiani nazionali e internazionali.

Sui social c’è anche Rousseau. Mentre il sito web rappresenta (o dovrebbe rappresentare) la parte più istituzionale del Movimento, con i dettagli sull’attività degli eletti e inviti alla partecipazione dei cittadini, le pagine social della piattaforma controllata dalla Casaleggio Associati — con meno di 25 mila utenti tra Facebook, Twitter e Instagram — hanno meno aggiornamenti e su Facebook, dove i fan sono in maggioranza, i contenuti sono principalmente rilanci del Blog delle stelle nello stesso stile propagandistico delle altre pagine del Movimento.

Quelle di non aggiornare il sito ufficiale, utilizzare i social solo per propaganda, affidarsi a una società privata per le comunicazioni istituzionali, sono scelte relativamente recenti del movimento. Scelte che potrebbero sembrare non connesse tra loro, ma che mostrano un evidente cambiamento della struttura del Movimento — sempre più partito — e della sua linea comunicativa. I contenuti istituzionali passano per Casaleggio &Co e qui sono gestiti e diffusi, mentre sui social la strategia naturale — ampiamente adottata da tutti i leader politici — è quella di guadagnare consensi.