Intervista a Stefania Depeppe, creatrice di Ethical Code

Cosa è “Ethical code”?


Un progetto innovativo che si pone come obiettivo la fusione tra etica ed estetica. Intorno al progetto si è creato un Team di professioniste e collaboratrici volontarie che ne condividono gli ideali etici e si impegnano quotidianamente a farlo crescere. Ethical Code è anche un’ambiziosa scommessa per suggerire da un insolito punto di vista, quello del rispetto per la vita e il pianeta, nuovi spunti di riflessione sulle tendenze di moda del momento: il pret-a-porter si può e si dovrebbe coniugare alla filosofia della non-violenza, per vestire la donna contemporanea permettendole di rispettare appieno l’ambiente nel quale vive.

Avete appena presentato una sfilata a Milano. Raccontaci…
E’ L’Ethical Fashion Show, giunto alla seconda edizione, che si è svolto pochi giorni fa appunto a Milano, all’interno di una location metropolitana volutamente in contrapposizione con lo stile sofisticato delle
collezioni della settimana delle moda milanese. Tre stilisti etici emergenti hanno presentato tre diversi stili della donna contemporanea consapevole ed empatica: grintosa per Ugo Masini; romantica e sensibile per Tiziano Guardini; molto femminile e fiabesca per Francesco Romualdo. Tra una sfilata e l’altra, tre ballerini professionisti hanno interpretato il mood delle collezioni in sintonia con i diversi stili dei designer: Xu Ruichi, per l’hip–‐hop, Simone Cavagnis per la classica, e Lorenzo Mazzola per la danza mista acrobatica. Finger food vegano preparati dalla chef Lisa Bozzato, diplomata all’accademia di Pietro Leeman, in collaborazione con Nutracentis, azienda specializzata in alimenti biologici, accompagnato da bollicine dell’Azienda Agricola Monzio Compagnoni. Noi crediamo in un modello di moda differente ed ecosostenibile, e siamo convinte che esista anche un concreto mercato per queste proposte.

Qualcosa si più sulle tre collezioni?
Ugo Masini, due volte vincitore del MarteLive, ha proposto “Le Goût Intèrieur ” una collezione di abiti basati sul riutilizzo e sulla rivisitazione di capi usati: stili mescolati, come i tagli e le stampe, spaziando dal vintage fino agli anni ’80. “Three days to butterfly”, invece, come tutti i lavori dell’eco designer Tiziano Guardi, ha la volontà di rispondere concretamente alla necessità di coloro che vogliono vivere in armonia con la natura: il materiale base, scelto per questa collezione è la “seta non violenta”, chiamata anche seta di Gandhi: la differenza è che una volta formato il bozzolo, non viene interrotto il passaggio allo stadio successivo, come invece avviene nella seta tradizionale per impedire che la crisalide uscendo dal bozzolo rompa la continuità del filo. Infine, Francesco Romualdo ha proposto “The Splendid Clothes of Mr.Ciaccia: HersElf Wanderlust The First Chapter”, un progetto “no logo” ispirato alla sua formazione di attore. Urla di richiamo dei capo-compagnia dei teatrini di strada, dei vaudeville, dei circhi delle pulci, dove il concetto gioca con le parole, perchè “clothes” sta per pezze e stracci, non solo per abiti. I suoi “splendidi stracci” sono in realtà gentili corazze, maschere teatrali, attitudini in stoffa che ogni donna sceglie di indossare non solo per distinguersi e apparire elegantemente bella, ma perché il suo corpo, i suoi movimenti, diventino un tutt’uno con l’ambiente che la circonda.

Si dice che l’eleganza è dettata dagli accessori: cosa ha da raccontare al riguardo il vostro progetto…?
E’ vero, e anche qui abbiamo moda di forma e di bellezza ma anche di contenuti: “Origine”, da originemadeinitaly.it: borse artigianali totalmente cruelty free, curate tanto nell’estetica quanto nella funzionalità e ricercate nella qualità dei materiali e delle lavorazioni. Il brand, creato da Giulia Marotta, fashion designer vercellese particolarmente attenta allo sviluppo di prodotti etici che non vedono alcun impiego di materiali di origine animale, e che propone borse realizzate in laboratori fiorentini dalla lunga e consolidata tradizione manifatturiera. Le scarpe invece sono di Vegan Style, un fashion store australiano luxury cruelty free, che ha recentemente lanciato la nuova gamma di calzature Zette, 100% Made in Italy, e di Opificio V Milano, certificate dalla Vegan Society UK, dalla LAV e dalla PETA come prodotti cruelty Free.

Una serata interamente realizzata nel totale rispetto di ogni forma di vita?
Questo è un po’ il nostro “pallino”: la cura dei dettagli e il rispetto dell’ambiente, al punto che anche il make-up delle modelle sarà a impatto zero, curato da Liquidflora, biologico e non testato su animali. Siamo convinte che si possa essere belle, anzi, bellissime, rispettando l’equilibrio del pianeta.

Un desiderio, a conclusione di questo imponente impegno organizzativo?
Che finalmente lo capiscano anche i grandi marchi della moda, quelli che per mole di fatturato e numero di clienti possono davvero fare la differenza tra ciò che abbiamo intorno oggi, ed un mondo migliore