A Milano la prima scuola a sviluppo sostenibile. Il progetto delle Marcelline

L’Istituto di Piazza Tommaseo presenta un programma di rinnovamento a livello di organizzazione e didattica in linea con le indicazioni dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite

Nascerà a Milano la prima scuola all’insegna dello sviluppo sostenibile. A compiere l’innovativa scelta di adeguare il modello didattico e organizzativo di una comunità educante è l’istituto paritario delle Marcelline in piazza Tommaseo a Milano.

Da mesi suor Sara Brenda, preside dei licei della struttura (che comprende anche la scuola dell’infanzia, la primaria e la secondaria di primo grado) sta lavorando a questo ambizioso progetto che venerdì 19 gennaio verrà presentato alla città. La filosofia di fondo è una:preparare le future generazioni attraverso la sostenibilità. Dietro le parole che in questo caso hanno un senso profondo perché costituiscono le fondamenta dell’iniziativa c’è un serio e concreto processo di rinnovamento dell’organizzazione gestionale della scuola e di quello didattico.

Tre aspetti che stanno cambiando

Partiamo dal primo: il funzionigramma adottato dalla Sustainable Development School restituisce particolare importanza alla cura dei rapporti istituzionali e del territorio così come a quelli con l’Università e i Centri di ricerca, con le aziende. Ma non solo. Il nuovo approccio guarda ai network internazionali, allo sviluppo di nuovi progetti; alle politiche di fundraisng. Ad occuparsi di tutto ciò non è più solo il dirigente della scuola ma anche altre figure che hanno il compito di partecipare a convegni ed ad incontri con le istituzioni, a promuovere la conoscenza di questo progetto all’interno del mondo delle imprese.

Il secondo aspetto, quello didattico: la scuola ha individuato sei macro aree disciplinari nelle quali declinare i 17 Goals indicati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e le progettazioni educative e didattiche delle diverse discipline rendendo così maturo un approccio sostenibile alle materie di studio.

Il tutto ha la regia di una suora che non t’aspetti, che è capace di far calare nella vita di una scuola i valori del cristianesimo e non solo. Fare scuola per le Marcelline d’altro canto fa parte della loro mission e del loro lavoro.

Intervista

Suor Sara Brenda, preside dei licei delle Marcelline è l’anima di questo progetto. L’abbiamo intervistata per capire qualcosa in più.

A chi è rivolta quest’iniziativa?

Riguarda tutto l’istituto; dall’infanzia ai licei. Vogliamo coinvolgere la gestione e la didattica di tutta la scuola. Vorremmo fosse qualcosa di asportabile e ci piacerebbe metterci in rete anche con altre scuole che hanno il nostro stesso obiettivo.

Siete partiti da alcuni punti di riferimento importanti?

I documenti di riferimento sono l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e la Laudato Si di Papa Francesco. Li abbiamo fatti dialogare, sono stati il nostro orizzonte spirituale e la nostra mission.

Ora su cosa state puntando in questa fase?

Stiamo lavorando a un progetto: all’interno del corpo insegnanti abbiamo pensato a qualcuno che apra a ciò che sta fuori dalla scuola, all’università, alla ricerca e sviluppo. Vogliamo individuare figure che possono fare in modo che la scuola diventi un network di scambi. L’educazione non puoi farla dentro quattro mura. Nei licei abbiamo contattato delle aziende che hanno a cuore lo sviluppo sostenibile in modo da far crescere un senso di responsabilità nei confronti delle nuove generazioni. Abbiamo voluto creare un ponte reale tra scuola ed economia.

Anche il modello organizzativo è cambiato?  

La scuola pensata e fatta in questo modo è sempre più una realtà di tutti, siamo riusciti ad uscire dalla gerarchia tradizionale, “fuggendo” dai contesti del consiglio di classe e del collegio docenti. Sentire che si possono costruire relazioni con le realtà del territorio ha stimolato anche i professori e i maestri.

E per quanto riguarda la didattica cosa cambierà in concreto?

A livello metodologico e nella progettazione di attività che tocchino i temi dell’Agenda 2030. Il tema dell’ambiente, dell’uguaglianza di genere, delle nuove economie entreranno a far parte delle nostre lezioni. Abbiamo individuato sei macro aree che possono abbracciare gli orientamenti didattici nelle diverse discipline.

Siete riusciti a far dialogare anche docenti di ordini di scuola diverse?

Gli insegnanti hanno lavorato insieme per aree pur provenendo da gradi diversi e da discipline diverse. L’attenzione alla cura del creato, l’arte e la bellezza, lo sport: su questi temi abbiamo confluito i temi della didattica. Un cambiamento che offre il senso di quello che si fa. Pensiamo anche ad una formazione che potrà toccare corde sensibili dell’attualità.

Quando è previsto lo start?

Abbiamo già dato avvio al lavoro: con i ragazzi stiamo facendo dei test su alcune attività. Il progetto è previsto per il prossimo anno scolastico. Ora stiamo lavorando sulla formazione degli insegnanti. E’ necessaria per un’attività di questo genere. Dobbiamo puntare a coinvolgere tutti i docenti e a fare in modo che siano pronti ad affrontare le tematiche che abbiamo proposto e scelto a sostegno della scuola sostenibile. Non possiamo lasciare nulla al caso ma contare sulla collaborazione di tutti, genitori compresi.